English Version of Stefanoolla.com
ACUSTICA
REALTRAPS How To
Creare una zona di ascolto senza riflessioni acustiche

a cura di RealTraps.com


COS'E'

Figura 1: le prime riflessioni provenienti dai muri laterali e posteriori possono rendere meno chiara l'immagine sonora. Anche se non mostrate in questo disegno, possono influire sull'ascolto anche le riflessioni provenienti dal soffitto, così come quelle dal pavimento se non soffocate dalla presenza di un tappeto o una moquette.
Un'obiettivo tanto importante quanto utile nella correzione di qualunque stanza adibita all'ascolto musicale è quello di creare una zona totalmente priva di riflessioni acustiche (RFZ, dall'inglese "Reflection Free Zone", ndr) nel punto scelto per l'ascolto.
Il concetto è molto semplice: evitare che le prime riflessioni, ovvero i primissimi rimbalzi di un'onda contro una superficie come i muri ai nostri lati, spòrchino l'immagine stereo percepita delle nostre orecchie.
Questo avviene quando un suono emesso dalla cassa arriva al nostro orecchio percorrendo due differenti tragitti: uno dritto verso il nostro orecchio ed un altro rimbalzato verso di noi, per esempio, dal muro laterale, che a causa della maggiore distanza percorsa arriverà anche leggermente in ritardo rispetto al suono principale.

Così come interferiscono le onde che dallo speaker sinistro rimbalzano sul muro alla nostra destra e giungono al nostro orecchio destro, viceversa possono disturbarci quelle che dallo speaker destro rimbalzano sul muro alla nostra sinistra verso l'orecchio sinistro.
Allo stesso modo i primi rimbalzi sul soffitto e sul pavimento possono danneggiare la chiarezza e l'immagine sonora percepita. In tutti i casi queste riflessioni tendono ad oscurare i dettagli più preziosi e ci rende più difficile localizzare dove è situata la fonte del suono o lo strumento che stiamo ascoltando.

Il disegno a destra ci mostra, visti "da sopra", i tre principali tragitti percorsi da un suono prima di arrivare alle nostre orecchie.
In nero potete osservare il suono che arriva a noi direttamente dalle casse. Le prime riflessioni - i singoli rimbalzi sulle superfici intorno a noi - sono mostrati in rosso, ed "echo" e riverberi dell'ambiente dove ci troviamo sono mostrati in blue.
Ad essere sinceri, le linee blue nella realtà sono molto più complesse e dense del singolo percorso qui rappresentato, ma questa semplificazione ci aiuta a capire il concetto alla base di questi ritocchi acustici.

Il nostro scopo principale è quello di eliminare le linee rosse sistemando nei punti chiave dei muri laterali uno o più pannelli assorbenti capaci di attutire le frequenze alte e medio-alte, come i MiniTraps. Non sono mostrati in questo disegno, ma sono altrettanto importanti i punti di riflessione sul soffitto (subito sopra la nostra testa) e sul pavimento. Persino sulla nostra scrivania, se presenti.

PERCHE'
Nei casi in cui un suono diretto è seguito da un'eco che arriva a noi meno di 20 millisecondi dopo, come avviene per esempio con i rimbalzi sui muri laterali, l'orecchio non è in grado di distinguere il rimbalzo sul muro ed il suono originale come due fonti sonore separate. Quindi, invece di percepirli come il suono di una chitarra e la sua eco, il nostro orecchio combina i due suoni in un unico segnale che risulterà più confuso rispetto all'originale. Sei ancora in grado di dire se uno strumento è posizionato "tutto a sinistra" o "tutto a destra", ma le posizioni intermedie non risulteranno così chiare e definite come quelle più estreme.

Detto in un'altra maniera, ascoltare musica in una zona priva di riflessioni è del tutto simile ad ascoltarla con le cuffie: gli strumenti suonano più chiari e puliti, e il loro posizionamento nel campo stereo risulta molto più definito.

Un altro importante motivo per cui controllare le prime riflessioni è la riduzione dell'effetto comb filtering. Detto brevemente, è un effetto molto tipico che si presenta quando un suono e le sue riflessioni si combinano nell'aria. A seconda della

Figura 2: confronto della risposta in frequenza con assorbimento (blue) e senza assorbimento (rosso) delle prime riflessioni.
 differenza di tempo con cui raggiungono il nostro orecchio alcune frequenze di questo suono si sommano (risultando "più forti" di quello che sono realmente) mentre altre si affievoliscono, arrivando in alcuni casi al loro completo annullamento.
Questo varia la nostra percezione del suono emesso, modificandone la risposta in frequenza.

Il grafico in Figura 2 mostra le variazioni indotte sulla risposta in frequenza dello stesso suono misurata con e senza il posizionamento delle MicroTraps nei punti di prima riflessione.
Potete approfondire l'argomento dando un'occhiata al video "Comb Filtering" sul sito RealTraps.com.

Quando il budget lo permette, le prime riflessioni possono essere trattate progettando la stanza in modo tale che le inclinazioni dei muri e del soffitto stesso impediscano che esse siano rivolte verso le nostre orecchie.

Foto 1: lo studio progettato dalla Wes Lachot Design
La foto a fianco mostra una control room progettata da Wes Lachot, noto studio designer, che rende perfettamente l'idea di questo tipo di costruzione. Utilizzando un angolo di inclinazione abbastanza largo - almeno 35 gradi - le prime riflessioni vengono direzionate dietro il nostro punto di ascolto, eliminando alla radice il bisogno di applicare ulteriore materiale assorbente sui muri o sul soffitto.
Tuttavia in molti casi non si ha il lusso di poter progettare da zero la stanza o costruire nuovi muri, di conseguenza la prima soluzione, nonché la più efficace, risulta essere l'installazione di materiale assorbente nei punti chiave.

COME
Il modo migliore per capire dove posizionare il materiale fonoassorbente è l'utilizzo di uno specchio. Potete notarlo nel disegno che abbiamo analizzato prima (Figura 1): è il piccolo oggettino verde sul muro a destra dell'ascoltatore.
Mentre siete seduti nel punto di ascolto, chiedete ad un amico di posizionare uno specchio sul muro a lato e muoverlo lentamente a sinistra e a destra, così come in alto e in basso. Tutti i punti dove siete in grado di vedere uno dei due speaker (che sia il sinistro o il destro, vale per entrambe le casse!) dovrebbero essere coperti col materiale fono-assorbente. L'ideale sarebbe coprire un'area leggermente superiore rispetto a quella identificata con lo specchio, in modo da potervi muovere un po' lungo il punto di ascolto senza uscire dalla zona di ascolto ideale.
Una volta identificati tutti i punti chiave ai vostri lati, fate lo stesso con il soffitto (magari legate lo specchio ad un bastone!).

Infine, è importante capire che il range di frequenze assorbite da questi pannelli influenza notevolmente la pulizia della zona di ascolto che state creando.
In alcuni casi vengono utilizzati pannelli molto fini fatti in schiuma o fibra di vetro, mentre in altri casi viene usata una coperta. Questi materiali spesso e volentieri sono in grado di assorbire solo le frequenze più alte. Materiali come le MiniTraps sono invece in grado di assorbire un range di frequenze maggiore, che si estende spesso fino alle medio-basse, rendendo la zona di ascolto molto più efficace.

Le tre foto qui sotto mostrano i tre lati (sinistro, centrale e destro) di una stanza che è stata trattata col fine di controllare le prime riflessioni.
E' stato utilizzato un pannello MicroTrap per ogni lato della stanza, montato su un'asta microfonica e posizionato ad una distanza equivalente alla metà tra gli speaker e la posizione d'ascolto, più altri due MiniTraps sul soffitto.
Fate caso al tavolino di fronte al divano: è stato coperto con un tessuto in stoffa per evitare che la sua superficie in vetro creasse ulteriori riflessioni.

     
Foto 2a, 2b, 2c: i tre lati della stanza trattata con i pannelli fono-assorbenti

Continua nella SECONDA PARTE...


Torna all'indice degli articoli
Questo documento può essere utilizzato esclusivamente a scopo didattico personale.
L'utilizzo pubblico, quello commerciale a scopo di lucro, la riproduzione anche parziale e/o la divulgazione non autorizzata, non sono consentiti.