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LEZIONI
POPPEGGIANDO
La ripresa delle chitarre acustiche

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Per entrambe le chitarre acustiche è stato utilizzato un microfono a condensatore con diaframma largo, modello Sontronics STC-2, direzionato
Foto 1: vista frontale del Sontronics al 19° tasto
"in asse" verso il 19° tasto e a circa 10 cm di distanza dalla chitarra. (Foto 1)

I 10 cm di distanza ci hanno permesso di ridurre l'effetto "Boom" prodotto dalle frequenze basse della chitarra.
NOTA: l'SM57 alla fine non è stato utilizzato.

Sul microfono è stato bypassato il filtro passa alto, in modo da lasciar libera la risposta sul "corpo" della chitarra, così come il filtro PAD, e la figura scelta è quella cardioide.
Il microfono ci avrebbe permesso di scegliere anche una configurazione omnidirezionale ma trovandoci in un “booth” insonorizzato che non ci offriva grandi possibilità sull'ambiente abbiamo preferito concentrarci verso il suono della sorgente.

Foto 2: la microfonazione vista lateralmente
Il segnale microfonico è stato inviato ad un preamplificatore API 512, e direttamente in Pro Tools tramite un convertitore Apogee Rosetta 200.
Su una delle due ritmiche, quella "a sinistra", è stata utilizzata in fase di registrazione una leggera compressione, fornitaci da un fantastico The Phoenix della Thermionic Culture che avevamo a disposizione.


Come era regolato il compressore?
Sul compressore, collegato tra il pre API e il convertitore Rosetta, è stato settato un attacco medio-medioalto (7 su 11 tacchette totali del potenziometro), per poter lasciar liberi i transienti del suono e esaltare la plettrata così come il tocco, e un release medio (6 su 11) per lasciare il suono “naturale”.
Il Phoenix riproduce in parte l'elettronica di uno storico compressore valvolare (l'Altec 436 "vari-mu" compressor) che non possiede un potenziometro per il ratio, bensì regola l'intervento e la severità del compressore tramite la spinta del gain e la threshold utilizzati. In questo caso abbiamo scelto di utilizzare una soglia di intervento abbastanza alta e un gain tale affinchè sul suono venisse applicata una compressione relativamente leggera, sui 1.5-2 db di media (con attenzione a non superare i 2.5 db di picco massimo).

Perchè?
La nostra intenzione è stata colorare unicamente la ritmica con il suono caldo e valvolare del Phoenix.
Salvo particolari sperimentazioni, normalmente è preferibile riprendere il suono in maniera più "pulita" possibile. Per questo motivo abbiamo effettuato 2 riprese senza compressione e 2 con il Phoenix inserito (per un totale di 4 take), per poi valutare i suoni ripresi e scegliere quelli da noi preferiti.

Alla fine abbiamo scelto una chitarra compressa e una no per due motivi:
  1. Variare i suoni tra due riprese che riproducono la stessa parte aiuta molto in fase di mixaggio, rendendo i due strumenti più definiti e riconoscibili all'orecchio dell'ascoltare.
  2. Ci piacevano un sacco entrambi i suoni! 

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