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LEZIONI
POPPEGGIANDO
La ripresa di:

Armonici
Wah
Slide / Riffettino
Tappeti

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Armonici
Le chitarre che riproducono gli armonici in sottofondo sono state riprese in due tempi, su due tracce separate.
Per entrambe le riprese è stato utilizzato un classico, il microfono dinamico Shure SM57, in asse a metà tra il centro e il bordo del cono, con l'intenzione di smorzare (senza però strozzare del tutto!) i possibili picchi sui medioalti, che in fase di mixaggio non ci avrebbero aiutato ad "accarezzare" l'ascoltatore.

Il segnale è stato poi preamplificato con l'API e mandato tramite il Rosetta 200 direttamente in Pro Tools, anche qui senza l'utilizzo di alcun compressore in insert per evitare di perdere in maniera irrecuperabile anche una minima parte dei transienti che magari si sarebbero potuti rivelare utili in mixaggio.

Le due tracce registrate sono state mandate in un unico bus, panpottate una sulla destra (il potenziometro era a >70 punti su 100) e l'altra leggermente a sinistra (<46 su 100), questo per creare un po' di movimento tra gli strumenti e incrementare la sensazione di spazio nel mixaggio.
Sul bus è stato poi inserito un EQ con un taglio a scaffale (shelf) di -8db sui 250hz, questo per alleggerire il suono degli armonici in modo da farli uscire meglio senza infastidire le altre chitarre e posizionarli un po' più nel mixaggio.
A seguire, subito dopo l'EQ abbiamo scelto di incicciottare un po' il suono tramite il TL Aggro.

Come è stato regolato il TL Aggro??
Attacco a 4 (un po' meno della metà), simulazione "Tube" inserita, 3db di compressione massima e le orecchie iniziano già a saltellare sorridenti!
L'effettistica utilizzata su queste tracce è simile a quella utilizzata con il solo principale. Il Long Delay, stesse regolazioni viste in precedenza, è stato inviato all'M5000, nel quale partendo dal preset di fabbrica numero 3 è stato richiamato il riverbero 480 hall, un'ottima hall al quale è stato ridotto il tempo di decay a 0.7s, in modo da non impastare troppo il mixaggio; il predelay è stato lasciato di default a 30ms e l'x-size (un parametro che influisce sulla "reazione della stanza" al suono della sorgente) a 0.500. Il segnale risultante è stato rimandato infine in Pro Tools, dove è stato poi applicato un EQ shelf con una riduzione di -2db a 140hz.

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Wah
Aguzzando le orecchie, più o meno a metà brano noterete una "chitarrina" suonata con un wah wah (il suo momento di gloria è al minuto 00:32!).
Questo genere di arrangiamenti si rivelano utilissimi per arricchire l'ambiente dolce e melodico creato dagli armonici, e sfruttata accuratamente tramite il pan e una giusta regolazione di volume aiuta a far crescere il pezzo durante l'ascolto, senza confondere la voce principale (il solo).

Per creare questo suono, è stato utilizzato un pedale wah wah George Dennis e un CS3 della Boss, inseriti direttamente nel canale clean del Laney VC30. La ripresa è stata poi eseguita utilizzando la stessa microfonazione sfruttata per gli armonici (SM57 "in asse" a metà tra il centro e il bordo del cono).

Il motivo è simile: volevamo un suono dolce, e i possibili picchi normalmente prodotti dal wah wah su alcune frequenze l'avrebbero potuto rendere pungente. Per questo motivo abbiamo scelto di smorzare un pelo i medioalti direttamente dalla microfonazione.
Il segnale ripreso, infine, è stato mandato al fedele pre API e direttamente in Pro Tools.

In fase di mixaggio, abbiamo scelto di posizionare questa chitarra leggerissimamente a sinistra (pan a <6) affinchè interferisse il meno possibile con il solo (anch'esso posizionato centralmente), e tramite un volume discretamente basso siamo riusciti a portarla "dietro" rispetto agli altri strumenti.

Nota: psicoacusticamente parlando, quando si abbassa il volume di uno strumento si tende a creare la sensazione che nel mix sia posizionato più indietro rispetto agli altri, sensazione simile (e spesso affiancata) a quella creata dall'utilizzo dei riverberi.


Sulla traccia, infine, abbiamo inserito un EQ shelf con una riduzione di 3db dai 180hz in giù.
Questa chitarra non è stata pensata per essere "grossa e invadente", si merita quindi di perdere un po' di ciccia sui bassi!

Noterete che non è stato utilizzato alcun effetto. Il motivo è semplice: dovendo far notare il wah wah tra tutti gli altri strumenti, pur mantenendo un volume basso e rendendola la meno invadente possibile, s'è rivelato necessario tenerla "pulita", in modo da non confonderne il suono e renderla meno comprensibile a causa della coda di un riverbero o delle ripetizioni di un delay.

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Slide
Lo slide è stato pensato per accompagnare la voce principale lungo il brano.
La microfonazione utilizzata, una volta ritoccate le sfumature sull'ampli, è sempre la stessa: SM57 in asse a metà tra il bordo e il centro del cono.

Su questa chitarra non è stato fatto alcun ritocco!
Anche in questo caso non è stato utilizzato alcun compressore in fase di ripresa: il suono è stato preamplificato con l'API e spedito a Pro Tools tramite il Rosetta 200. In fase di mixaggio non abbiamo utilizzato alcun plugin e nessun effetto. Ci piaceva e si affiancava perfettamente al solo così com'era!
Abbiamo scelto di aumentare il valore di questa chitarra sfruttando unicamente la automazioni sul volume, in modo da farla giocare con il wah wah e il solo principale.

In che modo?
Alzando e abbassando il fader della chitarra Slide, siamo riusciti a farla uscire negli spazi in cui il solo lasciava a lei la parola e rientrare quando toccava al solo esprimersi. Allo stesso tempo abbiamo ritagliato qualche spazietto per lasciare respiro anche alla chitarra wah.


Nota: per risaltare un arrangiamento nascosto, come il wah wah, un trucchetto molto utile (quanto semplice) è far indietreggiare gli strumenti più grandicelli, come il solo e lo slide.

Spostando leggermente queste due tracce dall'attenzione dell'ascoltatore si libera maggiore dinamica nel mixaggio, che potrà essere sfruttata dagli strumenti che stanno dietro per farsi notare. Anche solo per un attimo! L'orecchio se li ricorderà anche più avanti e saprà che sono sempre lì a sostenere il pezzo.


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Riffettino
Per il riff in palm mute, una delle tracce più efficaci per lanciare il groove del minibrano, è stata utilizzata la stessa microfonazione sfruttata per le tracce precedenti.
Anche qui è stato ritoccato lievemente il suono dall'ampli e una volta trovato il suono che ci sembrava il più adatto per il tipo di mixaggio che avremmo fatto, abbiamo posizionato l'SM57 sempre in asse tra centro e bordo del cono e l'abbiamo spedito all'API, per poi entrare in Pro Tools.

Questa volta non abbiamo resistito.
Non siamo riusciti a dire di no al modo in cui il The Phoenix avrebbe valorizzato questa chitarra!
Attacco sempre abbastanza largo (settato a 7), release leggermente più veloce (ridotto a 3) per lasciare più vispo il suono e una spinta dal gain tale da ottenere mediamente 2db di compressione, e la qualità del suono (già ottima in partenza) è cresciuta esponenzialmente!
Il Phoenix ha esaltato ogni particolare dei transienti originali aggiungendo al suono una "ciccia" irresistibile.

Anche con questa traccia ci siamo divertiti in fase di mixaggio ad automatizzare il volume, in modo da incastonarla al meglio possibile negli spazi lasciati dal solo. Essendo una delle tracce principali tra quelle che avrebbero dovuto portare il pezzo, abbiamo scelto di renderla seconda solo alla voce principale.
Non è stato utilizzato alcun effetto e in insert abbiamo sfruttato il TL Aggro per incazzare di più il suono.

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Tappeti
I tappeti che nascono a tre quarti del minibrano svolgono in maniera egregia il loro scopo, ovvero distogliere per un attimo l'attenzione dalla voce principale (il solo), per poi ridarle spazio appena riprende a raccontare, stimolando nell'ascoltatore la voglia di "indagare" e capire cosa abbiano detto.
Proseguendo, essi hanno il compito di creare un filo di suspance che gonfi il petto dell'ascoltatore fino all'ultima nota del solo: chiusura del pezzo, rilascio di endorfine e relax totale meglio che dopo un concerto di Steve Vai! :D

Esempio: immagina che tu stia parlando con una bellissima ragazza (chitarra lead): ad un certo punto, mentre sta per arrivare alla conclusione del discorso (frase finale), vedi con la coda dell'occhio (orecchio) un'altra bellissima ragazza (tappeti) che passandovi a fianco ti dice qualcosa, ma non riesci a capirlo, perchè vuoi sentire la fine del discorso...
Così appena finita la chiaccherata (il brano), sei costretto ad andarla a cercare (rewind!).

Per la creazione di questi tappeti, sono state riprese tre chitarre in tre tracce differenti, studiate e suonate da Roberto in modo da riprodurre il feeling che avrebbero dato due violini e un violoncello, ma con un suono sicuramente più particolare. Sfruttando l'ormai soddisfacente microfonazione, abbiamo ripreso i tre segnali mandandoli direttamente dentro l'API e infine in Pro Tools.

In fase di mixaggio, abbiamo panpottato le tracce nel modo seguente:
  1. Il "violoncello" è stato posizionato al centro, leggerissimamente fuori fuoco (pan di 2 punti a sinistra) per farlo uscire meglio dietro al corpo del solo (che anch'esso concentra un buon quantitativo di ciccia sui bassi)
  2. I due violini rispettivamente 64 punti a sinistra uno e 64 punti a destra l'altro. Aprendoli in questo modo siamo riusciti a creare l'effetto "tappeto spalmato" senza però andare a interferire con le chitarre acustiche (che a differenza dei tappeti sono state panpottate completamente ai lati).
Da ogni singola traccia abbiamo fatto partire due mandate effetti: una al Long Delay, l'altra all'M5000.
In ogni mandata è stato mantenuto il panpot assegnato alla traccia originale, in modo da mantenere la stessa immagine stereo anche all'interno dell'effetto (es: il violoncello posizionato a sinistra influenzerà le riflessioni del riverbero in maniera differente da quello proveniente da destra).
Se non avessimo mantenuto il panpot originale, sarebbe stato come se tutti i violini e il violoncello provenissero "dal centro della stanza".

Abbiamo scelto di impostare il Long Delay sempre in modalità stereo, regolando una ripetizione su un ottavo puntato con groove all'8% e quella a destra sui 350 ms. Su entrambe abbiamo applicato un filtro passa basso sui 5.5khz.
Il segnale del Long Delay è stato poi inviato anche in questo caso al "maggico" M5000, sul quale abbiamo utilizzato il riverbero 480 Hall, con 0.7s di decay, 30 ms di predelay e x-size impostato sempre a 0.500. Sul segnale riverberato è stato applicato un filtro shelf impostato a 6.3khz con una riduzione di 5.5db.

Ma è la stessa effettistica del solo!!
Esatto!! Dopo diversi smanettamenti, abbiamo notato che i tappeti bagnavano il mix in maniera a noi più gradevole quando utilizzavamo praticamente la stessa effettistica del solo. La differenza sta nell'aver processato in maniera completamente differente il segnale ottenuto tra effetti e chitarre originali.
Abbiamo scelto di non impostare alcun compressore sul segnale riverberato che ci veniva restituito dall'M5000. Questo ci ha permesso di mantenere tutta la dinamica sviluppata sugli effetti dal crescendo dei tappeti, rendendo molto più pieno il suono complessivo.

Ascoltando il mix, ci è piaciuto molto il risultato ottenuto. Tuttavia, nella fase finale i tappeti tendevano a premere un po' troppo sul solo, coprendolo (e non sostenendolo, come avremmo voluto).
Per mantenere inalterato l'equilibrio tra effetti e suono originale, abbiamo scelto di trattare i tappeti in questo modo:
  1. Una volta equilibrato i livelli dei tappeti originali e degli effetti nella maniera che ci sembrava più piacevole e funzionale al crescere del pezzo, abbiamo registrato la somma degli effetti e del suono dry direttamente in una traccia stereo, tramite un bus di Pro Tools.
  2. La traccia ottenuta ci ha permesso di applicare ai tappeti riverberati 6db di compressione tramite il Compressor della Digidesign con ratio pari a 4.5. Un intervento abbastanza deciso, ma perfetto per "dare il loro posto" ai tappeti.
La compressione applicata sul suono effettato ha permesso di mantenere la sensazione delle dinamiche prodotte dai tappeti e dal loro riverbero, senza però permettergli di "gridare troppo" e coprire, quindi, le ultime parole del solo.

E' stato un po' come riuscire a far sentire quello che dice una persona in mezzo alla confusione fatta da 3 lavandaie che spettegolano in uno stanzone vuoto!


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